LOCKDOWN 2 - AGGIORNAMENTI ANFI

Ancora validi i principi che giustificano gli spostamenti.


Aggiornamento del 07 Novembre 2020 da fonte:

ANMVI ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

Le limitazioni della mobilità introdotte con il LOCKDOWN2 non hanno modificato i principi alla base delle deroghe: la salute e il benessere animale continuano a sostenere la necessità di spostamento e la continuità delle attività correlate che non sono state sospese. La tutela degli animali è un principio che non viene pregiudicato dalle misure emergenziali della pandemia. Il dovere di continuare a prendersi cura degli animali

vale per tutte le specie e in tutti i luoghi in cui sono detenuti, custoditi o censiti.

Sono ancora validi i principi di salute e benessere animale a sostegno della legittimità degli spostamenti in deroga ai divieti introdotti dal DPCM 3 novembre 2020 e dall'Ordinanza del Ministero della Salute 5 novembre 2020, entrambi in vigore da venerdì 6 novembre. Li ha indicati una circolare del Ministero della Salute indirizzata il 15 maggio scorso a: Prefetture, Regioni, Trasporti, Polizia Stradale, Dogane e Carabinieri Forestali.

Cos'è cambiato - A differenza della prima chiusura di primavera, nel cosiddetto Lockdown2 le restrizioni alla mobilità sono state differenziate e graduate sul territorio regionale. Sono cambiate anche le scelte del Governo in merito alle attività (commerciali, produttive o di servizio) da sospendere. Tuttavia, le giustificazioni agli spostamenti - da riportare nell'autodichiarazione sono rimaste le stesse. Identica è anche la punibilità penale (articolo 495 del Codice Penale) per dichiarazioni mendaci.

Trasporto di animali - Principi di deroga ai divieti di mobilità- Nella circolare del 15 maggio 2020, la Direzione Generale della Sanità Animale e dei Farmaci Veterinari (Dgsaf) indicava i motivi di salute e di benessere animale alla base delle deroghe alla mobilità (trasporti, movimentazioni e spostamenti): "Sono autorizzati tutti i trasporti attinenti e connessi alle attività motivate dalla necessità di tutelare la salute e il benessere animale". E inoltre:

"L'accudimento e la cura degli animali di cui si ha la detenzione, la proprietà e la responsabilità sono essenziali per garantirne la salute e il benessere".

Il Ministero autorizzava tutti i trasporti attinenti e connessi alle attività non sospese, nonché tutte quelle motivate dalla necessità di tutelare la salute e il benessere animale, anche a livello extra-regionale e in ogni caso in deroga a blocchi territoriali, interregionali, intercomunali, ecc.

La circolare esplicitava che coloro che si occupano di animali (zootecnici e non) "devono continuare ad assicurarne la salute ed il benessere". Pertanto, come anche richiamato dalla nota dell’ufficio legale LAV del 23.10.2020, le varie discipline urgenti che regolano la mobilità in tempi di Covid19 (Dpcm, Ordinanze regionali etc) vanno sempre interpretate nel senso di poter continuare a garantire la salute non solo dei cittadini ma anche quella degli animali, in linea con il riconoscimento della necessità del rispetto delle caratteristiche etologiche delle varie specie, che prevede non solo il diritto al cibo ed al sostentamento, ma anche la possibilità di condurre nel quotidiano un’esistenza confacente alle proprie esigenze e al proprio benessere.

Pertanto l’allevatore che deve portare il cucciolo alla famiglia che lo ha adottato, anche in un’altra Regione. lo può fare?

Alla luce di quanto sopra riportato la risposta appare affermativa, tenendo conto della classificazione della Regione di partenza e di quella di arrivo, nel giorno/nei giorni dello spostamento di andata e ritorno.

A parte quindi l’autodichiarazione, consigliamo di avere una attestazione del medico veterinario che certifica la necessità, per il benessere dell’animale, della nuova sistemazione.

Come Direttivo ANFI l’obiettivo è di portare a conoscenza dei soci in tempo reale, o quantomeno al più presto possibile, le indicazioni di legge e le modalità operative per gli allevatori . Per le medesime motivazioni, ANFI chiederà conferma di tali valutazioni ai propri referenti al Ministero della Salute.


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